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EDITORIALE: Z3 Plus, la nostra considerazione personale

Abbiamo assistito ieri alla presentazione silente di Z3+, il nuovo top gamma Xperia di Sony. Silente perché, nonostante fossero state indette ben tre conferenze (la prima si è svolta proprio ieri), Sony lo ha presentato in maniera del tutto discreta, senza rumore, solo inserendo lo smartphone tra i prodotti presenti nello store del sito ufficiale. Il tutto mentre in contemporanea, alla press conference di New Delhi, venivano ufficializzati M4 Aqua e il selfie phone C4. Da utente Sony non ho ancora ben compreso le ragioni di questa strana scelta…..una conferenza stampa per un medio e un base gamma, e neanche una parola sul nuovo flagship (se escludiamo la descrizione presente nel sito uffficiale accompagnata da un breve comunicato che comunque ciascun prodotto ha ricevuto).

Al di là delle considerazioni relative alle scelte di marketing con le quali annunciare lo smartphone, proverò ad esprimere le mie considerazioni su questo prodotto dal punto di vista del consumatore, dell’utente qualsiasi.

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Allora, inizierei con il dire che a me, il design della serie Z piace parecchio (ovvio, altrimenti non ne avrei uno). Il principio dell’OmniBalance, quello utilizzato da Sony, ha sempre avuto una forte attrattiva: linee pulite, essenziali, equilibrio nelle proporzioni; la definisco proprio una “studiata semplicità” perché nulla è lasciato al caso, ma tutto contribuisce a quello che è l’impatto finale estetico e dell’esperienza utente: l’utilizzo del vetro sulla scocca posteriore che ne aumenta i riflessi e cattura l’occhio, il frame laterale di una tonalità lievemente diversa per non renderlo un blocco unico e pesante, la cura con la quale sono definiti i tasti fisici (mi riferisco in particolar modo a quello di accensione: inciso in maniera pressoché perfetta). Con il progredire delle generazioni, queste linee di principio Sony ha continuato ad affinarle sempre più, fino ad arrivare a quello che finora è considerato l’apice di tutta la serie: Z3.

Eh, ma ora è arrivato il suo successore, Z3 plus (noto anche come Z4 in Giappone, in cui assume questa denominazione). In molti si sono lamentati di questa scelta: perché presentare un prodotto identico al precedente ora, del quale mantiene anche la numerazione, anziché aspettare qualche altro mese e distribuire un telefono tutto nuovo?

La stessa cosa è avvenuta anche nel passaggio tra Z2 e Z3, però si è avvertita molto di più quella transizione rispetto a questa attuale tra Z3 e Z3+. Il mio parere? Disquisizioni inutili, ha fatto bene.

Fosse dipeso da me, probabilmente avrei scelto di chiamare Z2+ l’attuale Z3 e, quello che ora è Z3+ lo avrei chiamato Z4. Si perché in realtà gli ultimi due flagship hanno molte più differenze tra loro: innanzitutto su Z3+ è presente la nuova versione Android Lollipop (nativa) che ha portato l’introduzione di numerose novità dal punto di vista non solo estetico ma anche dell’utilizzo (possibilità di spostare app su MicroSD, supporto al multiutente, grafica in Material Design, nuove API per gli sviluppatori, supporti nativi ai più comuni mezzi di streaming multimediale che rendono soprattutto la rom Sony più leggera rispetto a KitKat); poi quest’anno si è avuto anche lo step che ha visto il passaggio dei processori dai classici 32bit agli attuali 64bit (quelli presenti nei PC per chi non lo sapesse) che prevedono operazioni computazionali maggiori e più veloci; c’è stata un’evoluzione anche per quanto riguardo le memorie RAM (quelle che si occupano di gestire le risorse del dispositivo mentre lo utilizziamo) che passano dallo standard DDR3 a quello DDR4. Si tratta di caratteristiche che tutte le più famose case produttrici di smartphone hanno adottato per i loro top gamma, per cui Sony non poteva certo aspettare il prossimo anno per inserirle, o comunque arrivare “per ultima” a distanza di mesi e mesi dalla presentazione da parte dei competitors, i quali avrebbe già avuto pronto il loro successivo top gamma. Che poi a molti queste introduzioni possano sembrare ininfluenti (a me in primis) è comprensibile, dal momento che, allo stato attuale, i 64bit (tanto per citarne una) non possono considerarsi realmente sfruttati….però stiamo parlando di marketing, e reputo quindi doverosa la scelta da parte dell’azienda.

Alcune modifiche ci sono state ovviamente anche a livello estetico: non possiamo definirla una rivoluzione poiché si è mantenuta una linea di continuità con il predecessore, tuttavia è stato adottato un frame in metallo lavorato in modo da renderne la finitura lucida, si è avuto pure un “ritorno al passato” (recente, di Z2) con le casse a filo della scocca, poi la perdita dello sportellino che proteggeva l’ingresso USB, il quale ora è autonomamente impermeabile, nonchè un’ulteriore riduzione dello spessore e l’eliminazione della basetta per la ricarica magnetica (sigh!!!!!!). Non sono molte, ne sono cosciente, ma sufficienti a far individuare all’istante di quale Z3 si tratta quello che ci troviamo dinanzi agli occhi (credo fosse un filo più difficile prima per chi non avesse l’occhio esperto).

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Ora, diciamocelo chiaramente: Z3 si può considerare tranquillamente a tuttora “IL” flagship, perché se c’è una cosa che Sony sa fare bene è ottimizzare i propri terminali che, a distanza di un anno, risultano a conti fatti come ancora “attualissimi” (comprare uno Z2 adesso sarebbe infatti ancora un ottimo acquisto). La sua UI è considerata tra le più leggere e fluide del panorama Android, inoltre ha gestito egregiamente il software e l’hardware dal punto di vista dei consumi della batteria (SFIDO CHIUNQUE A CRITICARE LA SERIE DALLO Z1 IN POI SOTTO QUESTO PUNTO DI VISTA). Forse sono questi alcuni degli aspetti che contribuiscono a far percepire come meno appropriato il passaggio da un dispositivo al suo successore e quindi a criticare la scelta della sua presentazione.

Altra conseguenza a mio avviso meritevole di nota considerato appunto l’ancora OTTIMO Z3, è che con l’uscita del “plus”, noi consumatori potremmo vedere un ulteriore piccolo calo di prezzo dei terminali precedenti a questo, così rendendoli più appetibili per chi avesse intenzione di cambiare il proprio. Altra cosa che Sony sa fare molto bene infatti, ahimè,  è non rendere oggetto di un’eccessiva svalutazione del prezzo i suoi dispositivi: ricordo benissimo quanto aspettai prima di comprare il mio flagship Xperia sperando in un calo del prezzo.

Quindi in conclusione, dovessi dire in breve qualcosa su questo telefono, direi solamente ciò: BENVENUTO Z3 PLUS!!!!!!

Punto di vista di Andrea Nicosia:

Chi mi legge e mi conosce ormai sa come io sia un profondissimo estimatore del marchio Giapponese per eccellenza, l’unica casa che nel 2015 prova ancora a portare l’orgoglio del Sol Levante in giro per il mondo(parlando ovviamente di mondo Mobile), e proprio da profondo estimatore NON sentivo l’esigenza di questo Xperia Z3 Plus, non per motivi tecnici quanto ideologici.

Innanzi tutto, la serie Xperia Z3 è la più fortunata della storia recente di Sony, questo successo quasi inaspettato, sopratutto dello Z3 Compact, hanno dato a Sony un pò di respiro e le hanno fatto capire che forse è meglio fermarsi un pochino, buttare alle ortiche l’inutile corsa semestrale al Top di gamma e concentrarsi nel creare un “vero” successore di un terminale che ancora oggi, dopo ben 9 mesi tiene ancora testa a molti suoi competitor usciti dopo, senza parlare dell’autonomia ad oggi insuperata nella fascia dei telefoni da 5 pollici.

Proprio per questo mi chiedo, visto che in Giappone c’è un esigenza commerciale legata dai carrier telefonici e Xperia Z3 Plus li un senso logico lo ha, perchè chiamare in Giappone questo terminale Xperia Z4 e nel resto del mondo Xperia Z3 Plus? Usare un solo nome era troppo difficile?

Sony fa dei prodotti MERAVIGLIOSI, curati sotto tutti i punti di vista a partire dalla scatola, pecca però in organizzazione, un colosso ciccione che fa fatica a muoversi e a capire un mercato in continua evoluzione sopratutto sotto il profilo della comunicazione, questa differenza di nomi ha solo che messo confusione nel cliente, e questo non è bene, per questo dico che questo terminale è senza senso, non tanto per il telefono in se, quanto per il COME è stato presentato al mondo.

Finito il pompolone ideologico passiamo ora ad analizzare il terminale fisico, non ho molto da aggiungere a quanto già detto da chi mi ha preceduto, solo ho sinceramente tanta paura che l’adozione di una batteria più piccola unita a quella centrale termonucleare chiamata Snapdragon 810 possa far fare brutta figura alla regina del mercato in fatto di durata della batteria, ma aspetteremo la prova sul campo prima di farne una questione.

Detto questo, spero solo che a Berlino ci sia qualcosa che mi lasci la mascella a terra, un ipotetica serie Z5 o chissà che altro che stacchi col passato e faccia percepire la continua evoluzione di Sony, che non può avvenire solo sotto il cofano ma anche fuori, per quanto ami il design Omnibalance ha obbiettivamente stufato, anche se stufato non è il termine esatto, proprio per questo motivo non vedo l’ora che Sony riesca a stupirmi di nuovo come un anno fa, dove ha preso il suo design e lo ha evoluto ad un livello molto superiore rispetto al passato.

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