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Editoriale: Nexus 6 due settimane dopo, impressioni generali

Il Nexus 6, l’ultimo Googlefonino prodotto dalla cooperazione tra l’azienda di Mountain View e la casa alata, ha portato con sé un sacco di pareri contrastanti. Smartphone con a bordo un hardware di tutto rispetto, da top di gamma, l’ultima versione di Android disponibile, e tanto altro ancora.

Nexus 6 porta con sé però anche tante opinioni negative, prime su tutte la spropositata dimensione  e il prezzo troppo elevato (se rapportato con gli altri dispositivi Nexus).

Tali dispositivi erano infatti “famosi” per la loro semplicità (intesa come esperienza Android stock), fluidità, compattezza e, perché no, anche per il loro prezzo aggressivo. Basti pensare al Nexus 5, uno dei dispositivi Nexus maggiormente riusciti, il cui prezzo non superava i 400€.

Il Nexus 6, al contrario, è stato messo sul mercato ad un prezzo nettamente maggiore, ovvero 699€ (la versione da 64GB), e ciò ha contribuito a non far decollare le vendite.

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Detto ciò tale smartphone ha avuto comunque un discreto successo, in tanti hanno fatto l’upgrade dal Nexus 5, e di recente, visto il prezzo accattivante con cui è stato messo in vendita dal sito web “Gli Stockisti“, l’ho fatto anche io.

In tanti si chiedono: “vale la pena passare da Nexus 5 a Nexus 6?”

La risposta a mio avviso è puramente soggettiva. Ora come ora mi sentirei di rispondere con un ““, ma se riflettiamo bene sulle potenzialità di entrambi i dispositivi, le differenze fra i due potrebbero anche non essere così evidenti da far sì che venga acquistato l’ultimo modello in questione.

Mi spiego meglio: a livello estetico sono entrambi, a mio avviso, due ottimi dispositivi. I materiali sono buoni in entrambi, anche se leggermente migliori su Nexus 6 (chiaramente è un’opinione personale).

La cornice in metallo garantisce una sensazione molto bella al tatto, il design è molto bello ed il grip è ottimo, grazie alla bombatura della cover posteriore e anche al logo Motorola incavato, che permette di appoggiare comodamente il dito indice mentre si utilizza il dispositivo. Materiali quindi promossi a pieni voti.

A livello dimensionale, Nexus 5 era pressoché perfetto, schermo da 5″ che permette senza troppi problemi l’utilizzo con una mano. Nexus 6, invece, monta un pannello da ben 6″ ed è pressoché impossibile utilizzarlo con una mano sola (a meno che non siate Gianni Morandi XD).

Utilizzandolo quotidianamente ci facciamo comunque l’abitudine, ci limitiamo ad utilizzarlo con ambedue le mani, se non per fare semplici operazioni come rispondere velocemente ad un sms, piuttosto fattibile anche con una sola mano. (Colgo l’occasione per sfatare il mito relativo al fatto che Nexus 6 non entri nelle tasche dei jeans)

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Parlando di schermo, le differenze sono evidenti al di là delle dimensioni sopracitate. Su N5 avevamo uno schermo IPS Full HD, mentre su N6 abbiamo un Amoled in risoluzione QHD. Va da sè quindi che le differenze ci sono e sono facilmente intuibili.

Uno degli aspetti relativi allo schermo di N5 che più mi infastidiva, era l’eccessiva retroilluminazione dello stesso, ed il conseguente pessimo angolo di visione che ne derivava. Inoltre i colori non erano dei migliori, risultavano infatti piuttosto slavati (problema facilmente risolvibile tramite un profilo colore). Su Nexus 6 non abbiamo questo problema. Lo schermo Amoled è un piacere per gli occhi, grazie anche all’alta risoluzione dello stesso. I colori sono molto vividi e l’angolo di visione è ottimo. Unica pecca, la poca visibilità sotto la luce diretta del sole, unico vero problema che gli schermi Amoled si portano dietro da tempo.

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Passiamo adesso al fattore batteria. N5 monta una batteria da 2300mAh, che non garantisce un’autonomia soddisfacente. Si arriva difficilmente a sera ed è necessario ricorrere a mezzi alternativi (quali Greenify, Battery Guru, risparmio energetico di Lollipop ecc) per risparmiare batteria. Si arriva ad un utilizzo complessivo di circa 7/8h di cui 2/3h di SOT.

N6 ha invece una batteria da ben 3220mAh, una netta differenza quindi fra le due. A primo impatto potremmo pensare che non abbia nessun problema di autonomia, vista la capienza della batteria, ma non è così. Infatti anche Nexus 6, nonostante garantisca un’autonomia nettamente migliore del suo predecessore, soffre sotto questo aspetto. Si ha una durata media di 11/12h di utilizzo di cui circa 3h30/4h di SOT (dati che variano in base alla combo rom-kernel). Personalmente sono un po’ deluso dalla batteria, che era uno degli aspetti che mi hanno maggiormente convinto ad acquistarlo. C’è da dire comunque che il mio utilizzo è piuttosto intenso (mail, Telegram e Whatsapp, Youtube, navigazione internet, giochi e quant’altro); quando acquisto un telefono voglio godermelo in lungo e in largo, e ciò non aiuta sicuramente a risparmiare la batteria.

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A livello di fluidità le differenze tra il “vecchio” ed il “nuovo” Nexus si notano appena. Entrambi i dispositivi sono fluidissimi, non abbiamo impuntamenti di nessun genere, riscontriamo soltanto sporadici micro lag che non pregiudicano l’utilizzo generale. Per onor di cronaca comunque, Nexus 6 in alcune circostanze è leggermente più reattivo.

Soffermiamoci adesso sul reparto multimediale dello smartphone. Questo è forse uno dei fattori che mi ha maggiormente spinto ad acquistare Nexus 6. Rispetto al suo predecessore garantisce infatti una maggiore fruizione dei contenuti audio e video. Lo schermo permette la visualizzazione di video e/o film ad altissimi livelli, e i due speaker stereo frontali assicurano un audio nitido e potente. Anche la fotocamera ha contribuito al passaggio da N5 a N6; su quest’ultimo troviamo infatti un obiettivo Sony da ben 13 megapixel, che garantisce scatti davvero niente male. C’è da dire però che l’acerbo software della fotocamera by Google non è proprio il massimo, e si poteva fare certamente di più. Io non sono certamente un asso nel fare le foto, ma mi rendo conto del fatto che ci sia un’evidente difficoltà nel mettere a fuoco gli oggetti ravvicinati, e il minimalismo del software della fotocamera non permette semplici cose come ad esempio la messa a fuoco manuale durante una registrazione video o la possibilità di mettere in pausa la stessa (costringendoci così a ricorrere ad app di terze parti).

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Queste sono dunque le mie prime impressioni dopo 2 settimane di utilizzo. Per adesso mi ritengo molto soddisfatto dell’acquisto. Se siete interessati a qualche particolare confronto fra Nexus 5 e Nexus 6, o se mi sono dimenticato di menzionare qualcosa secondo voi importante, fatemelo sapere nei commenti!

 

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